La Russia ha ordinato ieri (7 settembre) la chiusura del Consolato generale tedesco a San Pietroburgo, concedendo alla missione diplomatica tempo fino al 18 settembre per cessare le attività e al personale fino alla stessa data per lasciare il Paese. Il ministero degli Esteri ha inoltre confermato che tutti i centri del Goethe-Institut dovranno chiudere, con l’obbligo per il personale di lasciare la Russia entro il 13 settembre. Mosca ha dichiarato che le autorità tedesche hanno “nuovamente provocato un nuovo ciclo di escalation” e che Berlino porta “la piena e completa responsabilità” per le conseguenze.

La decisione era attesa. Il 1° settembre la Germania aveva formalmente accusato la Russia di essere responsabile di un tentativo di attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle e aveva annunciato che avrebbe chiuso il consolato russo a Bonn e rescisso il contratto del centro culturale Casa Russa di Berlino. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt aveva dichiarato che le indagini, le modalità operative e le informazioni di intelligence indicavano che entità statali russe avevano fornito competenze tecniche e attrezzature, utilizzando “agenti di basso livello” per portare a termine l’operazione.

Gli incidenti di Lipsia si sono verificati nella notte tra il 4 e il 5 agosto, presso uno dei principali hub europei per il trasporto merci e la logistica della NATO, che ospita anche voli cargo ucraini Antonov utilizzati per trasferire forniture militari. Un quadricottero che trasportava esplosivi di tipo militare ha colpito l’ala di un An-124 ucraino vicino a un serbatoio di carburante; il detonatore, tuttavia, non ha funzionato.

Un secondo oggetto, ritenuto essere un altro drone, ha successivamente urtato un aereo cargo di DHL che aveva interrotto l’atterraggio dopo la chiusura dell’aeroporto. Gli investigatori hanno in seguito recuperato tracce di RDX e segnalato la presenza di un terzo drone nella zona. I funzionari tedeschi hanno definito l’episodio un attacco ibrido professionale che avrebbe potuto provocare una catastrofe.

La Russia ha respinto l’accusa definendola una “fabbricazione assurda”. Il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Germania aveva piazzato le prove. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha definito le accuse tedesche “l’inizio di una vera guerra”. Le smentite non hanno tuttavia fermato la rappresaglia diplomatica. Lavrov aveva già segnalato la scorsa settimana che le sedi del Goethe-Institut sarebbero state chiuse; l’ordine di chiusura del consolato emanato ieri completa il provvedimento.

Lo scambio di misure è l’ultima fase di un processo di progressivo deterioramento delle relazioni. Dopo il 2022, la Germania aveva limitato la maggior parte delle sedi consolari russe. Berlino considera ora episodi come quello di Lipsia parte di una campagna ibrida sistematica contro infrastrutture, aziende della difesa e rotte di trasporto aereo che sostengono l’Ucraina.

Mosca, invece, considera gli aiuti militari tedeschi e l’utilizzo di Lipsia come una forma di partecipazione alla guerra. Gli istituti culturali e i consolati ancora operativi erano tra gli ultimi legami civili visibili; entrambi i governi hanno scelto di chiuderli invece di mantenere aperto un ristretto canale ufficiale.

Sul piano internazionale, la disputa si inserisce in una più ampia tendenza europea: maggiore sicurezza attorno agli snodi del trasporto aereo della NATO, attribuzioni sempre più esplicite degli atti di sabotaggio ai servizi russi e un numero sempre minore di sedi diplomatiche residue che possano ancora occuparsi di questioni consolari o gestire colloqui di de-escalation.

Lipsia è importante perché non è soltanto un aeroporto tedesco. È un nodo della catena logistica che trasferisce verso est munizioni e attrezzature. La chiusura dei consolati non fermerà questo traffico. Eliminerà però un ulteriore livello di contatto ufficiale in un momento in cui entrambe le parti affermano di aspettarsi una maggiore pressione ibrida, non una riduzione.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

, , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *